
Il simbolo del gioco di ruolo: il dado a 20 facce o D20. Da questo piccolo dado dipendono spesso vittorie e sconfitte dei giocatori, diventando l’oggetto più amato ed odiato allo stesso tempo.
GDR: LA NASCITA E LA CONQUISTA DI MIGLIAIA DI GIOCATORI
Il GDR ha senza dubbio influenzato la vita di tante persone, sia nelle proprie abitudini di vita sia in ambito terapeutico, aiutando tante persone a trovare una via d’uscita da situazioni difficili.
Ma cos’è il GDR?
IL gioco di ruolo (dall’inglese Role play) consiste nell’impersonare insieme ad un gruppo di persone un personaggio di propria fantasia o già esistente, carpendo da esso emozioni che vivrebbe e relative azioni in risposta da compiere.
Il gioco di ruolo, conosciuto anche come GDR o RPG (Role Playing Game), si è evoluto nel tempo fino a diventare un fenomeno culturale diffuso a livello mondiale. Oggi esistono centinaia di sistemi diversi, ciascuno con regole e ambientazioni uniche: fantasy, horror, cyberpunk, steampunk, investigativo, narrativo e molti altri.
Il tutto solitamente è diretto da un master, che si occupa della creazione e sviluppo di una storia intrecciando in maniera diretta o indiretta le vite dei giocatori presenti nel gioco, chiamato più semplicemente party. Al master va in aiuto il manuale del gioco scelto dove al suo interno trova regole, aiuti nello strutturare combattimenti, classi ecc.
Ogni cosa è possibile, basta seguire il manuale. Potrai impersonare chiunque tu abbia mai sognato, semplicemente creando la tua scheda personaggio e recitare il ruolo che hai scelto! Ogni giocatore ha con sé questa scheda che riporterà ogni singolo aspetto del proprio personaggio, dal nome alle abilità, diventando all’effettivo la propria carta d’identità.
La storia: come tutto è iniziato
Il gioco di ruolo comincia ad essere chiamato così solo nel 1934, quando lo psicologo Jacob Levi Moreno iniziò a strutturarlo per utilizzarlo come terapia a seguito di svariati anni di sperimentazioni iniziati nel 1921 con il ‘’teatro della spontaneità’’ e introdusse nel 1930, negli Stati Uniti, lo psicodramma, tecnica ancora oggi utilizzata in psicoterapia.
Consisteva nel far recitare al paziente un momento difficile della propria vita che prevedesse anche la presenza di un antagonista impersonificato da un assistente, facendo poi scambiare i ruoli, così che il paziente potesse interpretare l’antagonista.
Questa interpretazione doveva far comprendere meglio i pensieri e i sentimenti provati in quel momento.
Se vuoi approfondire questi temi legati alla psicologia, ne parliamo nella nostra rubrica —> Psicolarp
Per arrivare a veri e propri giochi di ruolo bisogna aspettare gli anni ’70, quando Gary Gigax fece uscire la prima edizione di Dungeons & Dragons, un’espansione del gioco ‘’Chainmail’’ formato da un cofanetto con tre manuali.
Il successo di quella e delle successive edizioni portò l’avvio di diversi competitor, ma D&D è il gioco di ruolo per antonomasia, stimando un coinvolgimento di almeno 20 milioni di giocatori con 1 miliardo di dollari di introiti, diventando il gioco simbolo dei GDR!il GDR si è rapidamente diffuso in ambito ludico, conquistando giocatori di ogni età. Con il tempo, ha dimostrato di essere anche un potente strumento educativo, utile a sviluppare empatia, pensiero critico, capacità di problem solving e lavoro di squadra.
Modalità di gioco
Il successo di D&D nel tempo portò i giochi di ruolo ad essere giocati in diversi modi:
- Da tavolo: il più classico e conosciuto, poiché i giocatori sono seduti intorno al tavolo capitanati da un Master. Le azioni vengono svolte a turno ed ognuno spiega cosa farà il proprio personaggio in risposta ad una situazione specifica. Per la riuscita o fallimento di un’azione vengono utilizzati dei dadi multi faccia che sono: D3, D4, D6, D8, D10, D12, D20, D100 (utilizzato solo in alcuni giochi).
La storia viene diretta dal Master, una figura imparziale che narra gli eventi e stabilisce (tramite l’uso di regole e dadi) se le azioni degli altri giocatori vanno a buon fine oppure no e che collabora col party rendendo la sessione immersiva per tutti.
Ci tengo a fare una precisazione: in questa tipologia non ci sono vincitori o vinti. Come ho sopra citato il master e i giocatori collaborano per rendere le sessioni uniche ed emozionanti; inoltre la cooperazione è fondamentale: ogni personaggio ha caratteristiche uniche che unite a quelle di tutti gli altri possono fare la differenza all’interno del gioco e, se sfruttato, una forte affinità ed un legame speciale anche nella vita reale!

- Dal vivo (Live Action Role Playing): è la modalità cardine di questa pagina. Nata dal gioco di ruolo da tavolo è ormai una realtà ben radicata e che sempre più persone intraprendono! Se vuoi saperne di più ho scritto degli articoli appositi, ”Storia del LARP” e ”Cos’è il LARP”.
- Videogioco: seguono anch’essi la filosofia di quelli da tavolo. C’è un software strutturato per fare le veci del master e il giocatore prima di iniziare solitamente effettua la creazione del personaggio stabilendone le abilità, l’aspetto e la propria identità. Si può giocare attraverso un PC o una console.
Il gioco segue una storia principale che il giocatore inizia, ma essendo Open World (e cioè aperto all’esplorazione incontrollata), è possibile seguire eventi secondari, commissioni e proseguire il potenziamento dell’equipaggiamento e delle abilità di quest’ultimo.
Alcuni dei giochi più famosi che seguono le dinamiche del GDR sono: The Witcher, Skyrim, Dragon Age, Cyberpunk 2077, Baldur’s Gate e molti altri. Alcuni si ispirano direttamente ai manuali cartacei, altri ne reinterpretano le meccaniche in chiave moderna.
Ogni giorno migliaia di persone intraprendono nuove campagne!
Per “campagna” si intende l’inizio di una nuova storia decisa e proposta dal Master al party: un giocatore può infatti partecipare ad una o più campagne diverse: ad esempio potrebbe giocare il martedì ad una campagna di D&D con un Master e un party e il venerdì ad una campagna di Chtulu con lo stesso Master e lo stesso party (oppure con un Master e/o un party completamente diversi).
La cosa curiosa è che tanti iniziano sessioni create da zero, con regole e ambientazioni scritte dai propri master prendendo ispirazione dai manuali pre esistenti. Il motivo è semplice: questo mondo ti apre le porte verso la fantasia incontrollata, quella che da bambino ti fa giocare con peluche, soldatini o bastoni come se tutto ciò accadesse davvero.
In un mondo dove spesso ci sentiamo costretti a interpretare solo noi stessi, il gioco di ruolo ci offre una libertà rara: quella di esplorare nuove identità, vivere altre vite e affrontare sfide in mondi incredibili.
Che tu sia attratto dalle sessioni da tavolo, dai LARP o dai videogiochi RPG, sappi che non esiste un’età giusta o sbagliata per cominciare.
Se questo articolo ti ha incuriosito sul mondo dei giochi di ruolo, sappi che nei prossimi articoli troverai letteralmente Tutto quello che ti serve da sapere sulla forma più immersiva ed emozionante: il LARP, ovvero il gioco di ruolo dal vivo.
Su MondoLarp ci occupiamo esclusivamente di questa tipologia di gioco, spiegandola passo dopo passo a chi non l’ha mai provata o magari non ne ha mai sentito parlare.
Se sei tra coloro che hanno solo “sfiorato” il mondo del GDR, o se non sai nemmeno da dove cominciare, ti accompagniamo noi: i nostri contenuti sono pensati per chi parte da zero, con consigli pratici, esempi, storie vere e guide dettagliate per vivere il tuo primo LARP senza ansie o confusione.
Vuoi approfondire? Comincia da qui —> Che cos’è il Larp
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